di Noemi Stucchi
Abbiamo avuto il piacere di essere accolti nell’Atelier di Oliva Montesi. Non c’è niente di più autentico che osservare l’arte nel luogo in cui prende vita.
Un ampio tavolo da lavoro bianco e pulito; alle spalle, un’intera parete di specchio. Filo di rame, pinze e attrezzi si dispongono in modo ordinato sotto una lampada posizionata per illuminare il minuzioso lavoro manuale.
Di fronte a questa fonte di luce artificiale e lenticolare, proprio al di là del salottino, si trova un’intera parete di vetro che permette ai raggi del sole di illuminare le collezioni già realizzate in esposizione. A contatto con la luce naturale, i gioielli prendono vita e, nonostante la giornata uggiosa, sembrano muoversi di un’energia propria.
Facciamo un passo indietro e torniamo all’ingresso.
Appesa sulla parete rossa c’è una fotografia in bianco e nero che raffigura un mare orizzontale e glauco, dentro all’acqua una famiglia colta di spalle. Più in là, il colore di un quadro olio pastello trasmette un caldo senso di insieme.
É la mano di una seconda presenza d’Arte e ci troviamo così accolti in uno spazio di dialogo e sintonia tra diverse forme di espressione. Incontrando Oliva Montesi abbiamo avuto la fortuna di conoscere Gaetano Gentile, fotografo e pittore, artista e compagno di vita. Abbiamo parlato così di un nuovo progetto espositivo di cui sentiremo parlare in futuro.

collana in filo di rame
Nel lavoro di Oliva Montesi si vede l’impronta indelebile di una formazione accademica.
Dall’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano, alla collaborazione con il marchio rinomato George Jensen di argenteria danese, alla frequentazione dello studio dell’architetto e designer AG Fronzoni dal 1987 al 1989.
Quel rigore geometrico del Bauhaus con le sue forme essenziali è una traccia ben visibile nell’arte di Oliva Montesi, tratto distintivo che riesce a mescolarsi con nuove esperienze creando qualcosa di inedito. Ad esempio, dal contatto con l’Arteterapia in Inghilterra nel 2011 nasceranno i dipinti ad olio di Oliva Montesi, presentati alla Chelsea Art Fair di Londra nel 2013. Questo lavoro verrà presentato l’anno dopo alla Byard Art Gallery di Cambridge e poi all’Affordable Art Fair di Londra.

Olio su tela e filo di rame
In questi lavori il filo si unisce alla tela e la intreccia creando un gioco tra la superficie bidimensionale e la tridimensionalità. Una tela che ha la sua luce, il suo colore. Quasi come un ricamo tessile che incontra un filo di metallo cucito, si libera e prende forma la figura di un cerchio.

Olio su tela e filo di rame
Nel 2015, con uno sguardo attento agli eventi globali, Oliva Montesi ha realizzato una serie di dipinti ispirati ai mandala tibetani, il cui ricavato è stato destinato alle vittime del terremoto in Nepal.
Il suo viaggio artistico l’ha poi portata a Lisbona nel 2016. Dall’interesse per la pittura e per la luce naturale qui nasce uno studio e vivace centro creativo nell’LX Factory.

bracciale in filo di rame
Oggi, nel suo studio, Oliva Montesi continua la sua ricerca artistica e parliamo di forme geometriche, di volumi, di un filo che diventa tridimensionale.
Oliva parte dal filo di rame per creare luce e volume. É un lavoro che non nasce da un disegno in bozza ma dalla praticità artigiana del prototipo. Dalla malleabilità e al calore del rame si passa a un secondo elemento per bloccarne l’ossidazione. Con un processo tecnico, il rame viene a contatto con l’oro e si stabilizza. Voluminoso, allo stesso tempo leggero. Il gioiello cattura la luce e la trasforma in movimento.

Collana in filo di rame
Dalla ricerca della forma pura, l’elemento si ripete trovando nella variazione modulare la sua composizione. Quadrati e cerchi si trasformano, assumendo nuove configurazioni: un quadrato aperto che si ripiega su se stesso diventa una foglia, una spirale evolve da una forma tonda a una quadrata, mentre l’otto, simbolo dell’infinito, si moltiplica e si sviluppa nella sua dinamicità. Un elemento come la molla viene creato arrotolando il filo intorno a una matita nella continuità di un vortice.

Collana in filo di rame
Dalla ricerca con prototipi di più grandi dimensioni, si passa al ridimensionamento del gioiello per creare un oggetto d’arte indossabile. Quella di Oliva Montesi è una ricerca nell’infinita ripetizione del modulo nella sua variante, nella continuità di un filo che non ha mai fine e che si spinge fino alla sua giunzione.
I pezzi realizzati sono unici o in edizioni limitate, realizzando al massimo cinque esemplari per ogni modello prima di passare a nuove forme.

bracciale in filo di rame
Oliva Montesi opera a Milano in via Aurelio Saffi 7 continuando la sua ricerca di materia e luce nel campo della gioielleria e dell’arte.
È possibile visionare la collezione su appuntamento:
Web: www.oliva-art.com
Mail: olivamontesi@me.com
Instagram: @olivasjewels